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LA   LUCE
  parte quinta

RIFLESSIONI  SULLA  VELOCITA'  DELLA  LUCE

..........................................Conclusioni..........................................


Un discorso alla fine di tante meditazioni è quello che più in questi ultimi tempi ci sta interessando e se cioè esista la possibilità di superare la velocità della luce. Secondo moderne teorie, in linea generale, sembrerebbe che ciò sia ai limiti della possibilità: ma secondo le teorie di Einstein così come un corpo non può essere accelerato fino ad arrivare a "c" lo stesso corpo non può essere decelerato fino a "c" (si parla di simmetria delle equazioni einsteniane). Questo equivale a dire che nulla vieta di pensare all'esistenza di un'intera categoria di particelle con velocità superiore a quella della luce nel vuoto. Si tratterebbe di particelle virtuali che uscirebbero fuori dai calcoli utilizzando i numeri immaginari. A queste particelle è stato dato il nome di "TACHIONI" (dal greco tachys che vuol dire veloce) oggetti che sono in grado di muoversi rapidamente cioè in grado di muoversi solo a velocità superiori a quella della luce e mai minori. Ma in realtà la massa componente la materia viaggia sempre a velocità inferiore a quella della luce e quindi a questi corpi si può dare il nome di "BRADIONI" ( Bradus = lento). Allora non è possibile infrangere la barriera della velocità della luce nè al di sotto nè al di sopra ed essa appare una barriera tra i bradioni ed i tachioni.
Ovviamente stiamo parlando di possibili teorie anche perchè fino ad oggi nessuno è mai riuscito a vederli (non nel senso proprio del termine ma parlando di particelle subatomiche a vederne gli effetti e quindi dedurne le conseguenze) ma essi sono solo il frutto di supposizioni, diciamo di una specie di trucco matematico (vedi il paragrafo sui numeri immaginari) e tuttavia gli scienziati ancora sono alla loro ricerca.
Ci si chiede tuttavia quale interesse pratico si potrebbe avere dalla scoperta dei Tachioni. Una possibile utilizzazione potrebbe essere quella della trasformazione di oggetti materiali in Tachioni e viaggiare quindi a velocità superiori a quelle della luce. D'altra parte questo siamo già in grado di farlo con le particelle subatomiche come elettroni o protoni che vengono trasformati in energia, cioè in fotoni od anche fare l'operazione inversa e cioè trasformare i fotoni in particelle di massa piccolissima. Tutto questo scaturisce dalla teoria della relatività che espressa sotto forma di equazione matematica E=mc 2 ci consente di trasformare materia in energia e viceversa.
Tuttavia la rivista "Newton" (in un numero del 2010) (www.newton.rcs.it) riporta che con un esperimento definito il più controverso dell'anno, due gruppi distinti di ricercatori uno italiano (C.n.r. di Firenze) ed uno degli Stati Uniti (Istituto di ricerca Nec di Princeton) hanno dimostrato che la velocità della luce non è un limite invalicabile.
Il gruppo italiano ha utilizzato un'antenna che irradiava pacchetti d'onde di 10 Gigahertz di frequenza. Un'antenna posta ad un metro dalla prima ha captato le onde successivamente visualizzate e misurate. La velocità di trasmisssione nell'esperimento sarebbe stata di 375.000 chilometri al secondo quindi con un aumento del 25% rispetto alla velocità della luce.
"Tuttavia, precisa Daniela Mugnai, una ricercatrice ,le onde elettromagnetiche che compongono il segnale con il quale si trasmette l'informazione continuano a rispettare la velocità della luce. Ad andare al di là del limite è invece la "velocità di gruppo" all'interno del treno di onde".

In altre parole, ad avere questo comportamento sarebbe soltanto una frazione di onde elettromegnetiche non il segnale nella sua globalità. Un pò come alcuni passeggeri che si muovano in un treno in corsa: anche se la loro velocità conplessiva è superiore a quella del treno, essa non influisce sulla velocità del treno stesso (il segnale luminoso).
Altri esperimenti di questo tipo sono stati condotti anche all'università di Berkeley (U.S.A.) con risultati quasi identici ma ancora poco utilizzabili anche a causa della tipologia dell'esperimento. Questi esperimenti però fanno intravedere interessanti prospettive se proposti in altri settori quali quello dei computer ove la velocità non basta mai e rappresenta un assillo principalmente per i produttori e successivamente per i fruitori del prodotto informatico.
L'ultima considerazione tuttavia ci porta a dire che, se eventualmente quanto finora detto dovesse concretizzarsi seriamente in un tempo successivo, di certo si aprirebbe un nuovo capitolo della fisica e apparirebbe certamente un pò più ridimensionata la teoria della relatività ristretta, a beneficio di nuovi modelli che fondano la loro esistenza proprio sulla violazione della velocità della luce.

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