Personalfoto
ovvero le mie foto personali e non solo.....                                   Rubriche speciali
LA   LUCE
  Introduzione

In un sito dedicato, quasi totalmente, alla fotografia non si poteva mancare di parlare della componente principale cioè la "Luce".
Non immagino quali siano i ragazzi o gli adulti ai quali capiterà di leggere queste pagine, mi è impossibile conoscere gli interessi e quindi non intendo con questo scritto annoiarli con la barbosità dell'argomento.
Voglio invece rincuorarli dicendo che faremo solo una trattazione mirata alla conoscenza delle cose più importanti di questa componente indispensabile per la fotografia e per la vita dell'uomo e delle piante. Quindi questo non è un trattato di Fisica (non potrebbe averne le pretese visto la vastità dell'argomento) ma un approccio amichevole e spero simpatico e chiarificatore di molte cose che forse già conosciamo ma che non abbiamo mai approfondito.
Vogliamo cominciare con una domanda: "Che cosa è la luce ?".
Potremmo definirla come il mezzo attraverso il quale si rendono visibili gli oggetti del mondo a noi circostante od anche come un fenomeno elettromagnetico. Per chi volesse particolari più tecnici, ma sempre di basso livello, sulla luce  può ottenerli cliccando sulla parola calda precedente.
Dal momento in cui l'uomo ha imparato ad usare il fuoco, il buio, regno della paura e del terrore, si rischiarò. La fiamma con la sua luce modificò la vita dell'uomo e lo aiutò con il suo calore a cuocere i cibi ed a costruire le armi di cui aveva bisogno per procacciarsi il cibo. Davanti alla fiamma si riunirono le famiglie, si prolungò il tempo da vivere insieme: ebbe inizio la storia dell'uomo.
I primi a parlare della luce e della funzione visiva furono Pitagora ed i suoi discepoli. Essi avanzarono l'ipotesi di un liquido speciale che partendo dagli occhi colpiva gli oggetti e ne riportava, poi, le sensazioni. Dopo si susseguirono tante altre teorie (vedi "Cronologia dei modelli della luce")  come quelle di Platone, di Euclide (verso il 300 a.C.) i quali affermarono che la teoria pitagorica era valida solo in presenza del sole, il quale attivava il fluido luminoso emesso dagli occhi, per cui l'atto di "vedere" si riduceva sostanzialmente a un'attività diurna, resa possibile di notte solo grazie alla presenza di fonti d'illuminazione artificiali, oppure del fisico araba Alhazen che affermava che "la visione avviene per raggi emessi dalla cosa vista dall'occhio".
Attraversando i secoli si passa fra tanti altri ricercatori fino al nostro Galileo Galilei prima ed a Keplero poi che aprirono le porte alle più moderne teorie (vedi seconda parte).

Volendo dare un'immagine più chiara potremmo ricorrere alle onde nell'acqua. Mi riferisco ai circoli concentrici che si formano nell'acqua di un laghetto (fig. 1) quando vi gettiamo un sasso dentro. Quelle sono le onde di cui parliamo.
Per immaginare come si propagano bisogna immaginare quelle onde come se fossero viste da noi, immersi nell'acqua ma di profilo con gli occhi a fior d'acqua in modo perpendicolare alla direzione in cui si propagano (fig. 1 bis). Così non li vedremmo più come dei circoli sempre più grandi ma come delle ondulazioni che corrono sulla superficie e che si allontanano in linea retta dal punto iniziale in cui si sono create. Ebbene a questo punto dobbiamo immaginare che qualunque punto di emissione della luce, che viene detto sorgente, come il sole, una lampadina oppure qualunque oggetto che la rifletta agisce come la pietra che cade nel laghetto, emette cioè delle radiazioni sotto forma di onde , sempre in linea retta all'infinito e in tutte le direzioni.
Questa vibrazione costante, cioè questo movimento ondulatorio nell'etere va sotto il nome di radiazione elettromagnetica.

continua

Fig. 1
Fig. 1 bis
  S= sorgente
  d= direzione delle onde
  d1=direzione osservatore
       perpendicolare alla
       direzione delle onde.