Personalfoto
Piccolo Glossario  

        



Eastman George

Nato nel 1854 e morto nel 1932. Era inizialmente un contabile di banca e nel maggio del 1880 deposita il primo brevetto di pellicola fotografica avvolgibile su rullo che sostituisce le ingombranti lastre fotografiche rigide inventate da F. Scott Archer nel 1851. Oltre all'ingombro le lastre esigevano un notevole bagaglio di attrezzature quando si fotografava all'esterno. (clicca e vai alla sezione "curiosità").
Questa scoperta rappresenta una vera rivoluzione nel mondo della fotografia in quanto Eastman mescola l'emulsione fotografica con gelatina ottenendo un composto che può essere preparato anche molto tempo prima della ripresa fotografica. Il composto successivamente veniva spalmato su una striscia di celluloide trasparente e flessibile e nasce così il rullino fotografico. Il brevetto rende ad Eastman 25 mila dollari che gli consentono di lasciare la banca e fondare la sua industria: nasce la " KODAK ".

 

Einstein Albert

Albert EinsteinNato a Ulma (Germania) nel 1879 rappresenta forse il più grande degli scienziati del XX° secolo, fisico, matematico,premio Nobel nel 1921 resta famoso per la sua teoria della "relatività ristretta" nel 1905 e della "relatività generale" nel 1916. Con queste teorie introdusse nuovi concetti di spazio e tempo,formulando una nuova teoria della gravitazione universale. Non solo la teoria della relatività ma anche altre due ricerche furono fondamentali : la prima sul moto browniano e la seconda sull'effetto fotoelettrico. Per quest'ultimo lavoro che suggeriva che la luce doveva essere considerata come un flusso di particelle, nel 1922 (in realtà nobel del 1921) ricevette il premio Nobel. In contrasto con il regime tedesco dell'epoca, si rifugiò in America dove continuò gli studi intuendo l'importanza dell'energia nucleare. Mori' nel 1955 a Princeton.
Dopo la Iª guerra mondiale ,Einstein fece molti viaggi e molte conferenze; avvicinò tanti altri studiosi e contribuì ulteriormente allo sviluppo della teoria quantistica; con la statistica di Bose-Einstein pose, infatti, le basi dell'emissione stimolata di radiazioni atomiche, cosa questa utilizzata in seguito per lo sviluppo del laser. Collaborò alle idee di Louis de Broglie sulle onde ma non accettò mai l'interpretazione di Copenhagen della teoria quantistica
esprimendo in modo sintetico ma efficace il suo dissenso sia con la celebre frase:

                                                 "dio non gioca a dadi"

sia quando affermò in modo molto profondo:

             " Non riesco ad accettare la meccanica quantistica perchè voglio credere che la luna sia là anche se io non la guardo".

Secondo Einstein alla base del funzionamento dell'universo più che un discorso probabilistico fondamento della quantistica, per caratterizzare i sistemi, doveva esserci un qualche altro meccanismo deterministico più compatibile che l'ipotesi precedente.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita cercando di giungere ad una teoria (teoria di unificazione dei campi) che combinasse la gravità e la maccanica quantistica.

 

 

Elettromagnetico
si tratta di un fenomeno che presenta proprietà elettriche e nagnetiche. Con il nome di onde elettromagnetiche si indicano le radiazioni che si propagano nello spazio a causa delle variazioni di un campo elettromagnetico. Esse sono trasversali rispetto alla direzione di propagazione. In sostanza una carica elettrica ferma genera intorno a se un campo elettrico stazionario, cioè immutabile nel tempo. Una carica elettrica oscillante genera invece un campo elettrico variabile nel tempo che dipende, oltre che dalla posizione, anche dalle accelerazioni che la carica subisce. Dato che una corrente elettrica altro non è che un flusso di elettroni attraverso un conduttore si può assimilare la piccola carica elettrica ad un microscopico tratto di un conduttore percorso da corrente elettrica alternativamente prima in un senso e poi nell'altro seguendo l'oscillazione sinusoidale dell'onda. Ma i conduttori percorsi da corrente generano nello spazio intorno un "campo magnetico" il cui verso dipende dal verso della corrente. Quindi in linea teorica si può giustificare il tutto dicendo: come al moto oscillante di una carica elettrica sia associato, oltre ad un campo elettrico variabile, anche un campo magnetico variabile. L'insieme inscindibile di un campo elettrico e di un campo magnetico variabile costituisce un campo elettromagnetico, le cui variazioni non restano localizzate solo nel punto in cui sono state prodotte ma, allo stesso modo con cui avanzano nell'acqua i moti ondosi provocati dalla caduta in acqua di un oggetto, si propagano con la setssa velocità in tutte le direziioni nello spazio circostante formando onde o radiazioni elettromagnetiche che sono in fase tra loro e variano la loro frequenza al variare dell'oscillazione della carica elettrica


Elettroscopio

L'elettroscopio è uno strumento che permette di riconoscere se un corpo è carico elettricamente, ma non può quantificare la quantità di carica elettrica. Si tratta insomma di un rivelatore di carica.

Esso fu messo a punto da Alessandro Volta verso il 1780.
Esso è costituito da un pomello metallico collegato, tramite un'asta metallica, a due sottili lamine metalliche chiamate "foglioline" che sono d'oro essemdo quest'ultimo un ottimo conduttore di elettricità. Queste ultime sono racchiuse in un recipiente di vetro per evitare il disturbo da parte di correnti d'aria. Avvicinando al pomello metallico, senza toccarlo, un corpo caricato elettricamente, ad esempio una bacchetta di plastica strofinata con un panno di lana, si vedranno le due lamine divergere. La vicinanza del corpo elettricamente carico produce un fenomeno fisico detto induzione elettrostatica . Le due lamine saranno pertanto cariche dello stesso segno e si respingeranno. Allontanando il corpo carico, detto anche corpo induttore, le due lamine tornano ad avvicinarsi.
.




 

Emulsione
Preparato chimico creato con la mescola di due sostanze che è sensibile alla luce e che viene applicato a pellicole o lastre.



Entaglement
L'entanglement quantistico o correlazione quantistica è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, in cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici (oggetti fisici) risulta strettamente dipendente l'uno dall'altro, anche se essi sono spazialmente separati cioè sono lontani.
Si usa a volte
in italiano il termine abbastanza corrispondente "non-separabilità" od anche come "intreccio-non-separabile".
Esso implica la presenza di correlazioni a distanza tra le quantità fisiche osservabili dei sistemi coinvolti, determinando il carattere non locale della teoria. Venne ipotizzato per la prima volta nel 1926 da Erwin Schrödinger, che fu anche il primo a introdurre nel 1935 il termine "entanglement" (letteralmente groviglio, intreccio) in una recensione del famoso articolo sul paradosso EPR (vedi più giù oppure clicca qui).

Per capire meglio le perplessità manifestate da Einstein occorre ricordare che quando si entra nel campo quantistico le misurazioni effettuabili sulle particelle sono di tipo statistico o “probabilistico” cosa questa aborrita da Einstein (ricordiamoci quando pronunciò la famosa frase "Dio non gioca a dadi").
Non esiste infatti la reale possibilità di individuare una singola particella in una ben definita porzione di spazio ma solamente la probabilità che la particella si trovi in quella porzione e quindi ci si trova nell'impossibilità di predire lo stato della particella.
Stesso discorso è per lo spin, che quindi può essere misurato (su o giù) ma non può essere fissato ad un valore determinato in un tempo determinato.
Dato che, in presenza di entanglement, qualunque sia il valore dello spin assunto da una delle due particelle, il corrispondente valore assunto dall'altra particella è sicuramente opposto al primo, si arriva alla conclusione che tale statistica si applica al “sistema” composto dalle due particelle e non alle singole particelle.
Quanto detto nasconde una cosa non banale e cioè che se due particelle entangled venissero separate di pochi micron o di anni luce il tempo di reazione per mantenere in opposizione lo spin della particella entangled sarebbe sempre zero (proprio perchè correlate insieme) e quindi la velocità di trasferimento dell'informazione sarebbe infinita.
Ricordiamo dalla meccan. classica che v= spazio/tempo e dalla matematica un numero diviso per zero è = ad infinito.
Ma Einstein aveva già scoperto il limite invalicabile della velocità della luce per tutti gli oggetti dotati di massa, non poteva quindi considerare la nuova teoria quantistica accettabile.

Nel 1935 Einstein, insieme a Podolsky e a Rosen costruirono il cosiddetto paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (paradosso EPR) cioè un esperimento ideale che si proponeva di evidenziare l'incompletezza (se non addirittura l'inconsistenza) della teoria quantistica e di questo ne abbiamo già parlato qui.

 

 

Esposizione
Meglio parlare di tempo d'esposizione in quanto il vocabolo si riferisce ad una unità oraria la cui durata determina l'effetto desiderato. Diciamo che può definirsi il tempo necessario affinchè le immagini si impressionino in modo corretto sul supporto sensibile. Non è una variabile indipendente in quanto essa dipende dal tipo di emulsione usata (cioè dalla rapidità misurata in ISO) dal diaframma che si pensa di impostare, dall'obiettivo e quindi dalla sua luminosità, dalle condizioni ambientali.

 

Etere
Fluido ipotetico dello spazio cosmico immaginato un tempo dai fisici per spiegrare i fenomeni ottici ed elettromagnetici.