Personalfoto
Piccolo Glossario  

                                                                                    

Nadar


Nadar - autiritrattoVero nome Gaspard Felix Tournachon, nato a Parigi il 6 Aprile 1820 e morto il 21 Marzo 1910. Fotografo, scrittore, giornalista, caricaturista è stato
principalmente un pioniere della fotografia. (nella foto a sinistra lo vediamo in un autoritratto del 1855).
Uomo vulcanico, dalle mille attività, amico di "Jules Verne" famoso autore di celebri libri dell'epoca ne ispirò la fantasia e lo indusse a scrivere il romanzo "cinque settimane in pallone".
Famosi restano i suoi ritratti a personaggi illustri quali Baudelaire, V. Hugo, Rossini (nel 1856), Sarah Bernhardt (nel 1865).
Nel 1874 organizzò la prima esposizione impressionista con quadri di Cezanne, Pissarro, Monet etc.


Nanometro (Nm)
E' una unità di misura molto piccola corrispondente a 10-9 metri cioè un milionesimo di millimetro !
Generalmente è usato su scala atomica e molecolare.


Negativo
Supporto costituito da uno strato di gelatina emulsionata con sale d'argento sensibile alla luce. Su di essa vengono registrate le immagini provenienti dall'obiettivo. La caratteristica più importante del negativo è che su di esso i valori di luce ed ombra del soggetto si trovano invertiti, nel senso che ciò che è più scuro o denso corrisponde sulla stampa a forte luminosità, mentre le parti trasparenti del negativo saranno quelle scure sulla carta detta per questo "positivo".

 

Neutrino
I neutrini sono particelle praticamente puntiformi, prive di carica elettrica e con una massa estremamente piccola (ancora non si è riusciti a misurarla ma recenti esperimenti provano che essa è da 100.000 ad 1.000.000 di volte minore di quella dell'elettrone), ed uno spin di 1/2.
Il nome neutrino fu coniato da Enrico Fermi come diminutivo del nome di un'altra particella neutra, il neutrone, molto più massiva
Tra tutte le particelle esistenti e già scoperte, esse sono quelle più sfuggenti all'osservazione.
Una delle loro peculiarità è la capacità che hanno di attraversare indisturbati enormi spessori di materia. Essi quindi interagiscono molto difficilmente con essa, tanto che la stessa terra, nonostante la sua grandezza è praticamente trasparente per un neutrino. Questo ci fa capire che la loro rivelazione è un'operazione estremamente difficile in quanto gli stessi dispositivi rivelatori debbono avere una massa molto grande vista la rarità delle loro interazioni. Oltre ciò i rivelatori debbono essere posti in ambienti ove nessun'altra particella possa trovarsi, ma solo i neutrini in modo da fornire certezze assolute sulla natura delle particelle in esame che non possono confondersi con nessun altro tipo.
Quest'ultima considerazuione ci fa capire perchè i laboratori ove si compiono gli esperimenti vengano costruiti sotto terra a grande profondità (vedi laborat. sotto il Gran Sasso) poichè la roccia e la terra sovrastanti possano bloccare con il loro spessore qualsiasi altro tipo di particella.
I neutrini nascono nelle reazioni nucleari come quelle che avvengono nel nostro sole per fornirci energia.
Centinaia di miliardi di neutrini povenienti dal sole attraversano ogni secondo ogni centimetro quadrato del nostro corpo senza lasciare alcuna traccia.

Viene spontaneo domandarsi se possiamo essere certi della loro esistenza, non potremmo attribuire ai risultati delle osservazioni delle interpretazioni errate ?
Lawrence M. Krauss, prof. di fisica e astronomia all'università di Cleveland ci dice "che il bello della meccanica quantistica è che essa fornisce probabilità sui fenomeni e afferma che nel 1956 Frederick Reines e Clyde Cowan misero un bersaglio di varie tonnellate accanto a un reattore
nucleare e in effetti osservarono alcuni eventi. Questo avvenne già 20 anni fa.
"
"Oggi si usano rivelatori molto più potenti.
La prima osservazione dei neutrini solari fu compiutta negli anni '60 da Ray Davis e collaboratori, usando 400.000 litri di detersivo liquido in un serbatoio sotterraneo nella miniera d'oro di Homestake nel South Dakota. Ogni giorno, in media, un neutrino proveniente da sole interagiva con un atomo di cloro, trasformandolo in un atomo di argo".
Afferma ancora Krauss: " I neutrini sono uno dei nuovi strumenti che i fisici stanno usando per aprire finestre sull'universo"

 

Nitrato d'argento
E' un sale proprio dell'argento usato in fotografia come supporto fotosensibile. Si presenta sotto forma di cristalli bianchi solubili in acqua e molto velenoso.
Nel preparare una soluzione di nitrato d'argento si deve usare acqua distillata, altrimenti si avrebbe un liquido opalescente e lattiginoso.

 

Nitrocellulosa
Si tratta di un composto chimico, scoperto nel 1845 dal chimico Christian F. Schonblin. Essa fu ottenuta mescolando acito Nitrico (HNO3) con acido solforico (H2SO4) che aveva il compito di assorbire l'acqua che si sviluppava nella reazione.
In un primo momento la reazione fu fatta avvenire su supporti di carta la quale diveniva, a reazione avvenuta, impermeabile e traslucida ed inoltre risultava esplosiva. Successivamente fu usato un supporto costituito da elementi che costituivano la carta di allora: per esempio la canapa, il lino, il cotone. Fu il cotone ad essere usato e si scoprì che se colpito violentemente esplodeva e quindi il composto prese il nome di cotone fulminante o con il più famoso "fulmicotone".

 

Newton Isaac
Nato in Inghilterra nel piccolo villaggio di Woolsthorpe nel Lincolnshire il 25 Dicembre del 1642 , matematico e fisico padre della legge
della gravitazione universale, studiò molto anche i fenomeni luminosi, ideando la teoria corpuscolare per spiegarne il funzionamento. Insieme al grande matematico Leibniz pose le basi per il calcolo infinitesimale; scoprì la formula del binomio di Newton per qualsiasi esponente e tra le tante altre scoperte va ricordata quella del telescopio (vedi immagine sotto). Poichè la lunghezza focale (vedi Lunghezza Focale) e quindi la quantità di ingrandimento dipende dal cammino che fanno i raggi ottici, per avere enormi ingrandimenti ci vorrebbero telescopi giganteschi. Newton ideò allora la possibilità, mediante un sistema a specchi interni al telescopio, di accorciarne le misure ponendo così le basi per i moderni telescopi a riflessione.

                                                            
                        Isaac Newton                                                   Telescopio riflettente